Centro di Competenza Italiano per l’Open Source

Benvenuti nel sito del Centro di Competenza Italiano per l’Open Source,
appartenente alla rete internazionale dei centri di competenza QualiPSo
distribuiti in Brasile, Europa, Cina e Giappone (maggiori informazioni).

Offerta di servizi di Formazione, Consulenza, Qualità e Divulgazione

“… la fiducia nell’adozione dell’Open Source su larga scala non può essere

solamente dichiarata ma deve essere anche dimostrata e provata …”

mission statement del progetto QualiPSo

Che cos’e’

Il Centro di Competenza Italiano per l’Open Source è una iniziativa promossa da Engineering Ingegneria Informatica (Engineering), la Libera Università di Bolzano, l’Università dell’Insubria e l’Università del Sannio per la realizzazione di servizi volti a facilitare l’adozione di software Open Source nella Pubblica Amministrazione.

L’operatività del Centro nasce sotto l’egida del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione che, in data 30 Marzo 2010, ha firmato uno specifico Protocollo d’Intesa con Engineering.

Il Centro promuove i risultati tecnico scientifici del progetto QualiPSo, co-finanziato dalla Commissione Europea; ha la forma giuridica di un Consorzio “no-profit no-loss” ed opera su scala nazionale per assistere le Scuole, le Università, i piccoli Comuni, il settore sanitario\ospedaliero e le piccole e medie imprese, nella individuazione e nell’adozione di soluzioni Software Open Source, capaci di soddisfare pienamente le diverse esigenze di natura applicativa.

L’Obiettivo

Obiettivo del Centro è quello di consentire a fruitori di servizi e prodotti informatici per la produttività individuale e piccoli/medi business, che risentono in modo particolarmente intenso delle continue contrazioni della loro capacità di spesa, di continuare ad avere software di buona qualità, aggiornato e sicuro per gestire le loro attività quotidiane senza essere penalizzati dai costi legati alle licenze. Essi, inoltre, devono avere la possibilità di personalizzare i software di cui hanno necessità in base alle loro esigenze indipendentemente dai vincoli imposti dal software proprietario a pacchetto.

Per tali utenti, la possibilità di avvalersi delle competenze offerte dal CC italiano per supporto, consulenze ed addestramento rappresenta una grande risorsa.

Perché promuovere l’Open Source?

Secondo quanto riportato dal Ministro Brunetta il 7 Ottobre 2009 nell’ambito dell’audizione presso la I Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati circa l’Indagine conoscitiva sullo stato di informatizzazione della PA, in Italia vi è una scarsissima diffusione delle soluzioni Open Source: solo il 35% delle Amministrazioni locali dichiara di avere una qualche applicazione realizzata con software Open Source. Anche se i dati ISTAT forniscono stime appena più generose di quelle riferite dal Ministro, va detto che la percentuale si applica alle Pubbliche Amministrazioni che affermano di fare un qualche ricorso all’Open Source, ma non si avventura a definire la rilevanza delle applicazioni Open Source sul totale delle applicazioni in uso da parte delle stesse Pubbliche Amministrazioni. E dire che sul punto vigono norme chiare: per l’acquisizione del software trovano applicazione il Codice dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture (D. Lgs. n. 163/2006) e il Codice dell’Amministrazione Digitale (D. Lgs. n. 82/2005). In particolare l’art. 68 del CAD prevede che le Pubbliche Amministrazioni “acquisiscono, secondo le procedure previste dall’ordinamento, programmi informatici a seguito di una valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico”.

Questo scenario pone il Centro di Competenza Italiano per l’Open Source di fronte ad una sfida particolarmente ambiziosa: contribuire, anche tramite collaborazioni con altre iniziative centrali e locali già in atto, ad una decisa inversione di tendenza e fare in modo che la pratica dell’Open Source diventi sempre più una reale alternativa allo scenario attuale.

Per cogliere nel segno, l’obiettivo del centro non può essere solo quello di porre l’attenzione ai problemi della Pubblica Amministrazione ma anche quello di coinvolgere tutti coloro che della Pubblica Amministrazione sono fornitori e/o partners.

Tra questi vanno sicuramente annoverate sia le grandi imprese che le PMI. È soprattutto a queste ultime, particolarmente sensibili all’attuale periodo di congiuntura economica, che viene indirizzata l’offerta del modello di business proposto dall’Open Source, per permettere loro di concentrare gli investimenti anziché sui costi legati alle licenze software (ed ai vincoli imposti dalle strategie commerciali dei software vendors, che riducono inevitabilmente i margini di flessibilità operativa degli utenti), sulla qualità dei servizi offerti, sulle professionalità messe a disposizione e sulla capacità di essere flessibili e rapidi a fronte dei cambiamenti nelle richieste degli utenti.

Diversi analisti di mercato confermano che le avverse condizioni economiche costituiscono un ottimo stimolo per le industrie piccole, medie e gradi per decidere di adottare l’Open Source come soluzione per abbattere i costi.

L’iniziativa del Centro vuole essere un conforto ed un viatico per quei soggetti che intendono trasformare l’andamento negativo dell’economia in un’opportunità per rivedere e rilanciare le proprie strategie di sviluppo e, perciò, di impiego ottimale delle risorse. Si conferma, infatti, che se quella dell’abbattimento dei costi è ancora tra le principali motivazioni legate alla scelta di passare all’Open Source, a seguire ci sono anche quelle legate alla flessibilità che il modello OS offre.

E’ del tutto evidente, quindi, che nonostante di Open Source si continui a parlare molto in diversi ambiti, l’obiettivo non può più essere solo quello di annunciarne i vantaggi nei vari settori in cui può essere utilizzato, ma deve essere prioritariamente e semplicemente quello di adottarlo. Non a caso la missione del Progetto QualiPSo, cui il Centro si riferisce, dichiara:

“… la fiducia nell’adozione dell’Open Source su larga scala non può essere solamente dichiarata

ma deve essere anche dimostrata e provata …”